Scultura

La scultura non è mai stata abbandonata da Ferrari pittore, che proprio nella scultura ha trovato la sua formazione accademica e da questa ha mosso i primi passi. Anche qui l’artista fa ricorso a tutto il suo mestiere, alla sua grande conoscenza e cultura e ottiene opere molto significative. Il primo periodo è caratterizzato dalla interpretazione classica, con l’incisiva essenzialità del segno propria della scuola del suo maestro Adolfo Wildt, tuttavia “dotato di una mistica lievitazione delle forme che accresce la spinta e la forza di trasmissione del messaggio simbolico.” (Mario Muner)

Medaglie

Pittore e scultore, medaglista e orafo, nella sperimentazione di tutte le possibili tecniche artistiche Rino Ferrari dà la misura della sua eclettica fantasia, oltre che della sua straordinaria tecnica.
Marcel Brion accademico di Francia ha scritto a proposito delle medaglie di Rino Ferrari dedicate alla Bibbia: “…Ridurre a quaranta medaglie i quaranta secoli di storia del popolo ebraico, e per di più gli innumerevoli millenni di storia dell’uomo e della terra, dalla Genesi in poi, della storia dell’Universo brulicante di galassie… quale avventura!”

Litografie

Se l’artista c’è non è questione di generi, di arti minori o maggiori. Fra queste opere e quelle propriamente pittoriche non esiste frattura, vera distanza, tutte risultano della stessa maestria e caratterizzate dalla identica padronanza esecutiva e qualità visionaria.
Così scrive nel 1980 il critico d’arte Roger Othai: “A proposito dell’alta qualità delle litografie di Ferrari potremmo riprendere le parole di Goethe entusiasmato dalla riproduzione litografica dei disegni di Dürer:”Mi sarei augurato di non morire prima di averli visti”, poiché il pittore raggiunge qui ancora un tale grado di perfezione che non avrebbe deluso il grande Mannlich”.

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